La nostra storia

Un Paese in fiore

All’origine

Il martirio di San Tito

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     an Tito visse nella Roma del V secolo, in un tempo segnato da invasioni, povertà e instabilità.

    San Tito visse nella Roma del V secolo, in un tempo segnato da invasioni, povertà e instabilità.

Era diacono, al servizio della comunità cristiana e dei più poveri.

San Tito visse nella Roma del V secolo, in un tempo segnato da invasioni, povertà e instabilità. Era diacono, al servizio della comunità cristiana e dei più poveri.

Il 16 agosto 426, mentre distribuiva elemosine, fu ucciso da un ufficiale dell’esercito. La sua morte colpì profondamente i cristiani di Roma, che lo seppellirono nel cimitero di Ciriaca, accanto ad altri martiri.

La sua testimonianza nasce in un’epoca difficile e diventa segno di fede e carità.

Le spoglie

Un dono che cambia la storia

     el 1676 le reliquie di San Tito giungono a Casorate come dono alla comunità.

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Nel 1676 le reliquie di San Tito giungono a Casorate come dono alla comunità.

Arrivano il 16 agosto, data che rimarrà simbolica per il paese.

L’accoglienza è solenne. Viene realizzato un altare ligneo, ancora oggi visibile in chiesa, e nasce la tradizione della festa annuale.

Da quel momento San Tito diventa parte viva della storia di Casorate.

Don Luigi Mariani

1926: nasce la Festa decennale

     el 1926 il parroco Don Luigi Mariani promuove una celebrazione straordinaria per il XV centenario del martirio.

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Nel 1926 il parroco Don Luigi Mariani promuove una celebrazione straordinaria per il XV centenario del martirio.

Il paese risponde con entusiasmo: le reliquie vengono portate in processione tra le case, le vie si riempiono di addobbi fatti a mano, anche con semplici fiori di carta.

Nasce così la Festa decennale di San Tito.

L'evoluzione

Una tradizione che continua

     a allora, ogni dieci anni Casorate si trasforma, unendo fede, colori e comunità.

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Da allora, ogni dieci anni Casorate si trasforma, unendo fede, colori e comunità.

Intere famiglie lavorano per mesi agli allestimenti floreali, tra creatività e collaborazione. Case e cortili diventano laboratori, le vie si riempiono di colori.

La festa unisce generazioni, credenti e non credenti, in un’esperienza che è insieme fede, memoria e comunità.